Una puntata nell’Alessandrino: Arquata Scrivia

Arquata Scrivia è un comune italiano della provincia di Alessandria, in Piemonte, di 6.165 abitanti. Si trova a metà strada tra Alessandria e Genova, al confine con la Liguria.

Il nome della città deriva dal Latino arcuata ossia “fatta ad arco”, riferito all’acquedotto che riforniva la vicina città romana di Libarna e alle sue arcate.

Il villaggio si sviluppa nel territorio della città di Libarna, conquistato dai romani all’inizio del II secolo a.C. e situato lungo la via Postumia. Grazie alla sua posizione strategica, Libarna divenne centro di un territorio amplissimo, acquistando grande importanza militare e commerciale.

Palazzo Spinola è sede oggi degli uffici comunali di Arquata.

Il palazzo domina Piazza Bertelli, un tempo Piazza del Mercato, con tutta la sua imponenza.

Non è possibile risalire ad una datazione esatta dell’edificio e da alcune caratteristiche si può dedurre che esso è stato costruito in almeno tre fasi e che la costruzione è comunque riconducibile alla metà del XV secolo.

Al giardino all’italiana si accedeva attraverso due imponenti portali.

Nella piazza antistante troviamo il “Pozzo Barocco” che deve ovviamente il suo nome alle forme curvilinee, in particolare della notevole copertura, oltre che all’epoca in cui fu realizzato nell’ambito del giardino del Palazzo Spinola che comprendeva l’intero perimetro della piazza.

Piazza Bertelli è stata così intitolata in ricordo del pittore arquatese Santo Bertelli il cui busto scolpito da Norberto Montecucco si trova al centro dell’aiuola prospiciente il Comune.

Piazza Caduti, ampio spazio sistemato sull’area che un tempo ospitava una fornace.

Sul fondo si nota l’essenziale monumento che ricorda i Caduti, alle spalle del quale si diparte l’elegante Viale della Rimembranza.

Come si intende dalla denominazione, gli alberi simboleggiano la memoria dei soldati periti nel primo conflitto mondiale, la zone è però anche una deliziosa area verde arricchita da eleganti ville in stile eclettico.

In una sorta di anello, dalla zona di Montaldero si può attraversare la “strada dei soldati”, osservando i caratteristici manufatti in pietra, testimonianza del lavoro degli scalpellini, antica tradizione locale, passando nei pressi dell’ormai diruta Chiesetta di Santa Barbara per scendere infine nei pressi della Torre con i resti del castello.

La Torre appare in rovina ancora nelle immagini del primo novecento: poco dopo fu restaurata e portata all’aspetto attuale. Sovrasta i ruderi del castello duecentesco, e dalla zona si può godere un ampio panorama.

Per tornare verso il centro del paese si scende attraverso la ripida Via Carrara, sicuramente di antico impianto, popolata di casette in un’idea di campagna che scivola nell’abitato.

Piazza San Rocco, adiacente a Via Libarna, ospitava un tempo il “Barchì” una fontana abbeveratoio con l’immagine del Santo entrata nella fantasia arquatese tanto da far definire i forestieri trasferiti in paese “quelli che hanno bevuto l’acqua del Barchì”. Venne demolita negli anni cinquanta.

Sul lato opposto di Via Libarna si apre lo spiazzo alberato di Piazza Vittorio Veneto, comunemente detto “ la lea” probabilmente dal termine “allea”.

Qui si apre la sede, recentemente restaurata, della Società di Mutuo Soccorso, costruita nel 1894 con il contributo dei lavoratori associati a questa pionieristico “ente assistenziale” Proprio di fronte è l’accesso alla Cripta della Chiesa Parrocchiale, realizzata intorno alla metà del seicento. L’interno è completamente affrescato con storie sacre attribuite a Giovanni Battista Carlone.fondato nel 1878.

SAMSUNG DIGITAL CAMERA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.