Una puntata in Lomellina: Castello d’Agogna…con una ricetta succulenta

Castello d’Agogna (“Castè dla Gogna in dialetto lomellino) è un Comune italiano di 1.177 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella Lomellina settentrionale, a poca distanza dalla città di Mortara, lungo la sponda sinistra del fiume Agogna.
Presenta una superficie di 10,74 km2 a 106 metri sul livello del mare; la densità è di 109,59 ab./km2 ed i Comuni confinanti sono Mortata, Cerreto Lomellina, Olevano di Lomellina, Sant’Angelo Lomellina e Zeme.
Castello d’Agogna appartenne nel Medioevo ai possedimenti dell’Abbazia mortarese di Santa Croce e nel 1387 venne infeudato da Antonio Porro, Conte di Pollenzo e signore di Robbio, ma ritornò probabilmente dopo poco tempo allo Stato e non venne più infeudato, salvo nel XVIII secolo quando i Tarsis ebbero il titolo di Conti di Castel d’Agogna.
Nel 1713 passò insieme a tutta la Lomellina sotto i Savoia e nel 1859 entrò a far parte della Provincia di Pavia.


UNA CURIOSITA’…La stazione di Castel d’Agogna inaugurata nel 1872 e posta lungo la ferrovia Castagnole- Asti-Mortara, fu soppressa solo nel 2003.


ED ORA UNA RICETTA INVITANTE…
Budino lussignano di patate
Si tratta di un secondo piatto confezionato nella zona meridionale dell’arcipelago del Quarnero e deve il nome di “lussignano” dal nome dell’isola croata di Lussino, sita nell’Alto Adriatico.
INGREDIENTI
• 1 KG DI PATATE
• 100 G DI BURRO
• 4 UOVA
• 50 G DI PANNA ACIDA
• PARMIGIANO Q.B.
• 150 G DI PROSCIUTTO COTTO

Lessate le patate, passatele allo schiacciapatate e lasciate raffreddare la purea ottenuta.
In un recipiente lavorate i tuorli, il burro ammorbidito, la panna, il parmigiano grattuggiato, il sale, il pepe, il prosciutto cotto tagliato fine e le chiare montate a neve.
Imburrate uno stampo, spolverizzatelo di pane grattugiato e versatevi il composto.
Infornate per 45 minuti a bagnomaria.
Togliete il budino dallo stampo e trasferitelo in un piatto di portata. Cospargetelo con burro fuso, parmigiano grattugiato e prosciutto tritato.

Fonti per l’articolo. Wikipedia e “La patata racconta2 di Chiara Parente-Edizioni Epokè di Novi Ligure(AL)

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