Una curiosità del nostro Oltrepò: gli Orridi di Torrazza

In questo articolo la nostra attenzione si soffermerà sopra un aspetto morfologico che caratterizza il territorio del Comune di Torrazza Coste, comune dell’Oltrepò pavese le cui origini risalgono all’epoca romana e che deve il suo nome alla costruzione nel territorio del suo Comune di una torre con fortilizio che serviva per controllare l’area circostante.
In quest’occasione parleremo, perciò, dei cosiddetti ORRIDI DI MARCELLINO A TORRAZZA COSTE


Gli Orridi di Marcellino sono profondi calanchi oppure burroni dovuti principalmente all’opera di disboscamento.
L’azione erosiva delle acque ha poi sezionato intensamente il colle Marcellino in bianche pareti che scendono verticalmente su pittoreschi anfratti dove si trovano interessanti rocce e minerali nonché numerosi fossili.
Nel sottostante Rio Fossone si trovano tracce di idrocarburi e nel 1939 per appurarne la loro esistenza sono stati effettuati lavori di sondaggio attraverso dei trivellamenti ad opera di una società italo-americana.
Interessante la presenza di una sorgente solforosa nel letto del torrente Schizzola, un corso d’acqua che attraversa Torrazza Coste, ed ugualmente importante l’esistenza sul versante ovest del Monte Nebbiolo di una sorgente ferruginosa; da citare, inoltre, l’esistenza di un antro noto con il nome di “tana dell’uomo selvatico” che, secondo la tradizione, risale alla preistoria ed era un’abitazione degli uomini primitivi.
Infine nelle vicinanze di Caldelazzi, in località detta Biscia, esisteva una cava di sabbia color bruno che servì agli abitanti del paese nei secoli passati per costruirvi le proprie abitazioni.

 

Fonti per l’articolo: il sito OltrePo di Roberto Marchese

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