Un paio di ricette assolutamente “da leccarsi i baffi”

In questo articolo, care lettrici e lettori, vogliamo proporvi un paio di ricette assolutamente tipiche del nostro Oltrepò che speriamo possano incontrare anche i vostri palati… buon appetito a tutti voi!

Risotto con i funghi (Al risòt coi foons) 

Le colline dell’Oltrepò diventano a partire dalla prima estate fino all’autunno inoltrato, il luogo perfetto ove raccogliere meravigliosi porcini, i “nivàrieu” e altri funghi pregiati.
Speciali sono quelli della Valle Staffora, di Valverde e di tante altre zone che sarebbe troppo lungo citare…
Per la sua rappresentatività è certamente il RISOTTO COI FUNGHI la ricetta che rappresenta al meglio la bontà e la molteplice versatilità di questi “principi” del sottobosco in quanto unisce al suo interno due ingredienti che vanno ad abbracciare l’intero territorio oltrepadano, dai pendii montuosi degli Appennini sino alle sponde del fiume Po ed alle risaie della Lomellina.

Ingredienti:

  • 250 gr di porcini freschi lavati e puliti da gambi e cappelle oppure 25 gr di porcini secchi ammollati e strizzati
  • 300 gr di riso carnaroli superfino
  • uno spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di cipolla tritata
  • 125 gr di burro e 150 gr di grana padano grattuggiato
  • 3 cucchiai di olio d’oliva
  • prezzemolo tritato
  • 1 litro e 1/2 di brodo di carne
  • sale e pepe

 

Soffriggere nell’olio la cipolla e l’aglio, unire i funghi e farli rosolare epr alcuni minuti, aggiungere il riso e bagnare con il vino bianco.

Lasciarlo evaporare bene e cominciare la cottura del risotto con il brodo che va versato un mestolo alla volta.

Ultimare la cottura mantecando con burro, prezzemolo e Grana Padano.

 


La seconda ricetta che vogliamo sottoporre alla vostra attenzione è la seguente: si tratta della Frittura di maiale (fritüra ad nimàl)

In Oltrepò la frittura mista è molto diversa rispetto al sicuramente più famoso bollito misto piemontese a partire già dagli ingredienti base.

In Piemonte si predilige l’utilizzo delle frattaglie di vitello mentre in Oltrepò sono utilizzate quelle di maiale e consiste in un piatto abbastanza spartano preparato per essere consumato la sera stessa del giorno nel quale veniva macellato il maiale, secondo tradizione.
In epoche passate, infatti, la mancanza di sistemi di refrigerazione obbligava a consumare in tempi rapidi le parti che, per prime, andavano incontro al deterioramento quali gli organi interni del suino.

Ingredienti.

  1. 200 gr di sangue cotto
  2. 200 gr di lombata
  3. 100 gr di cuore
  4. 200 gr di fegato
  5. 100 gr di polmone
  6. 300 gr di cipolla

 

Fare un fondo con olio e cipolle, rosolarle bene unendovi gli ingredienti tagliati a fettine, rispettando di ciascuno di essi il relativo tempo di cottura.

Lasciar amalgamare bene i sapori, aggiustare di sale e servire come accompagnamento della polenta!!!

 

Fonti per gli articoli: il settimanale della Diocesi di Tortona (AL) “Il Popolo” e il ricettario “La cantabrüna”presidio di ristoro tradizionale a cura dell’azienda agrituristica “La cantabrüna” di Casteggio curato come editore dalla Libreria Ticinum.

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