Canneto Pavese: la “patria” dei Bata Lavar

Canneto Pavese (Canee in dialetto oltrepadano) è un Comune italiano di 1450 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia.
Sorge sulle colline dell’Oltrepò tra le valli Versa e Scuropasso, in posizione dominante rispetto ai vicini centri di Broni e Stradella. Insieme ai Comuni di Castana e Montescano forma l’Unione dei Comuni di prima collina.
Il territorio dell’attuale comune di Canneto Pavese comprende diversi centri minori che nel passato ebbero autonomia comunale tra i quali possiamo ricordare : Canneto, Beria, Vigalone, Monteveneroso e Montù de’Gabbi.
Vigalone è citato nel diploma con il quale l’imperatore Federico I concede nel 1164 a Pavia il controllo sulla zona; sempre nel diploma citato in precedenza compare anche l’attuale centro di Monteveneroso con il nome di MONTEROSUS.
Nell’elenco delle terre pavesi del 1250 compaiono i nomi di tutti questi centri il più importante dei quali era Montù de’Gabbi ove Montù sta per Monte Acuto, noto anche con il nome di Montuè ovvero Monte Acutello.
Noto già nell’XI secolo, apparteneva alla famiglia dei Gabbi sino al XV secolo quando passò sotto il dominio della vicina e più potente famiglia dei Beccaria che lo unificarono ai loro possedimenti del vicino feudo di Broni.
Nel 1528 la famiglia dei Valperga iniziò ad esercitare la sua signoria su questi territori che poi pasarono sotto il controllo della famiglia Candiani meglio nota con il nome di Rota Candiani; il feudo di Canneto, sede della parrocchia, appare sin dal XVII secolo aggregato al feudo di Montù de’Gabbi.
I feudi di Biria e Vigalone continuano a mantenere la loro rispettiva autonomia sino ad essere aggregati a Montù sin da anni precedenti al 1783 quando si abolirà definitivamente il feudalesimo.
Rimane autonomo solo il feudo di Monteveneroso, unificato a Montù solo nel secolo successivo; in quegli anni apparteneva a Montù anche l’attuale frazione di Torre Sacchetti, poi staccato ed assegnato al vicino borgo di Stradella.
Nel 1885 il comune di Montù de’Gabbi ricevette l’attuale nome di Canneto Pavese; il grandioso castello dei Rota Candiani, che dominava l’abitato di Montù, fu completamente demolito dai successivi proprietari negli anni seguenti al 1885 (di particolare rilievo il fatto che nel castello fu ospite nel 1815 Carolina Amalia di Brunswick moglie di Giorgio IV Hannover).


UNA RICETTA ASSOLUTAMENTE TIPICA…
Il Bata Lavar è il caratteristico agnolotto di Canneto Pavese, dal peso di circa 40 grammi e dal diametro di 7 centimetri,  che viene servito in brodo. La definizione dialettale di Bata Lavar è dovuta alle sue grandi dimensioni (la sua forma è ottenuta con l’utilizzo di un bicchiere) che lo rendono impossibile da mettere in bocca per intero; quando viene mangiato “batte infatti sulle labbra”. Nei tempi passati ne venivano serviti 4 per ciascun uomo o capofamiglia mentre alle donne ed ai bambini ne spettavano solamente due.

Ingredienti per 4 persone

per la pasta:
400 g di farina 00
4 uova
un pizzico di sale

per il ripieno:
1/2 kg circa di polpa di manzo
1 carota
1 cipolla
50 g di grana
2 uova
chiodi di garofano
olio extravergine di oliva
vino rosso secco
sale e pepe

Fate rosolare la polpa di manzo con le verdure ed i chiodi di garofano e l’olio extravergine di oliva.
Sfumate con il vino e regolate di sale e pepe; quando la carne sarà pronta (dopo circa 6-7 ore) tritatela e aggiungete uova, formaggio e sugo di brasato.
Preparate la pasta, intanto, tirate la sfoglia e ricavate con il bicchiere un certo numero pari di dischetti; mettete un po’ di ripieno sulla metà dei dischetti di pasta e chiudeteli con l’altra metà avendo cura di far uscire bene eventuale aria presente al loro interno.
Fate bollire in brodo di gallina per circa 7-8 minuti quindi poneteli in una zuppiera e serviteli.

 

Le fonti per l’articolo su Canneto sono: Wikipedia ed il sito Ghiottone pavese “fatti non foste a pappare come bruti….” in particolare l’articolo scritto e pubblicato sul sito da Cristina Dioli in data 05 luglio 2011

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