Stradella: città del pane e della fisarmonica. Città per la pace.

Stradella è il secondo Comune per numero di abitanti in Oltrepò Pavese, dopo Voghera, e può vantare una lunga storia ricca anche di battaglie tra pavesi e piacentini; ha subito le dominazioni francese, spagnola, austriaca finendo a fare parte del Regno di Sardegna sotto la dinastia sabauda fino all’Unità d’Italia quando le vicende del Comune hanno seguito le medesime sorti del resto del Paese.
A testimonianza di tutta questa storia medioevale è la Torre Civica, simbolo della città, risparmiata dalle rivoluzioni armate, unica testimonianza diretta dell’antica Rocca al tempo presente nell’odierna Piazza Vittorio Veneto.
Stradella è riconosciuta come una delle capitali della Fisarmonica, tradizionale e popolare strumento musicale ideato e sviluppato nel 1876 da Mariano Dallapè, trentino di origini ma stradellino di adozione; per celebrare la fisarmonica è stato creato un apposito Museo che da oltre vent’anni è visitato da turisti provenienti da ogni parte d’Italia.
Personalità molto importanti legate al Comune di Stradella sono, tra gli altri, il pittore Giuseppe Baldrighi e il poltico Agostino Depretis, il quale ricorì gli incarichi di Ministro e Capo del Governo alla fine dell’Ottocento avviando diverse riforme democratiche.
Prodotto tipico di Stradella è il cosiddetto micone (o miccone) pane tipico dell’Oltrepò Pavese con crosta croccante e mollica compatta ma morbida. Si conserva bene anche per alcuni giorni , di solito si compra al sabato per mangiarlo alla domenica (solo perchè non se ne avanza mai per i giorni successivi…).Viene prodotto in tutto l’Oltrepò con poche differenze nella forma (Stradella e Broni si dividono il titolo di vero “micone”). E’ eccellente con una salame di Varzi e con un bonarda dell’Oltrepò ma è buono con tutto!!!


Una ricetta gustosa e nel contempo abbastanza innovativa può essere la seguente: Faraona (o fagiano) al Butttafuoco, cipollotto borettano e funghi porcini  di Franco Casella
Ingredienti per 4 persone: 1 Faraona / Cipollotti borretani / Prosciutto crudo tagliato a julienne 100g / Funghi porcini freschi 500 g / Buttafuoco Rosso Oltrepò 2 bicchieri / Rosmarino / Olio di oliva / Brodo vegetale

Con il trinciapollo ricavare quattro parti della faraona. In una casseruola versare due cucchiai di olio, portarlo in temperatura e aggiungere i pezzi di faraona con il prosciutto e il rosmarino fino a farli dorare. Unire i cipollotti, basterà una dozzina, continuare la cottura ancora per un paio di minuti, quindi aggiungere il vino, abbassare al minimo la fiamma, incoperchiare e lasciare cuocere per circa un’ora, aggiungendo brodo vegetale se dovesse tendere a asciugare troppo. In una padella a parte scottare i porcini tagliati a fette a fiamma vivace. A doratura avvenuta versare i porcini nella casseruola della faraona quando questa sarà a metà cottura. Aggiustare di sale e servire con polenta o purea di patate avendo cura di recuperare il fondo di cottura per irrorare la carne.

 

fonte per Stradella: Wikipedia

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