Agostino Depretis: un “figlio” illustre dell’Oltrepò

Agostino Depretis, oppure De Pretis, nacque a Cascina Bella, una frazione dell’odierno comune di Mezzana Corti Rabattone presso Bressana Bottarone, il 31 gennaio 1813 e morì a Stradella il 29 luglio 1887.
Fu un famoso politico italiano in quanto ricoprì la carica di Ministro dei  Lavori pubblici(1862), di ministro della Marina (186-1867), delle Finanze (1867) e otto volte presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia dal 1876 al 1887, anno della sua morte.
Durante i governi da lui presieduti ricoprì anche la carica di Ministro degli Esteri, dell’Interno, delle Finanze e dei Lavori pubblici.
Fu esponente moderato della Sinistra storica, della quale divenne il capo nel1873 alla morte di Urbano Rattazzi.
All’interno del suo schieramento fu antagonista di Francesco Crispi ( che gli successe alla guida del governo al momento della sua morte), di Giovanni Nicotera e Benedetto Cairoli.
Nel 1876 guidò il primo governo della storia del Regno d’Italia formato da soli politici di sinistra.
Tale esecutivo varò la riforma scolastica che introdusse l’istruzione obbligatoria, laica e gratuita per tutti i bambini dai 6 ai 9 anni.
Di orientamento filofrancese, per rompere l’isolamento dell’Italia accettò nel 1882 la Triplice Alleanza con Germania e Austria, per la quale ottenne una formula assolutamente difensiva.
Lo stesso anno portò a termine la riforma elettorale che fece salire gli aventi diritto al voto dal 2 al 7% della popolazione.
Fu il fautore del “trasformismo”, un progetto politico che prevedeva il coinvolgimento di tutti i deputati nell’appoggio ad un governo progressista prescindendo dall’appartenza ai diversi e tradizionali schieramenti politici di appartenenza, la cui esistenza era considerata superata da Depretis.
In questo progetto fu appoggiato dall’allora capo della Destra storica, Marco Minghetti.
I governi trasformisti così costituiti portarono alla definitiva e totale abolizione della tassa sul macinato, introdussero le tariffe doganali favorendo l’industria(soprattutto settentrionale) e favorirono l’espansionismo italiano in Africa.
Il trasformismo, tuttavia, contribuì all’aumento delle spese statali e ridusse il potere di controllo del Parlamento.
A causa di un grave problema di gotta, fu costretto nel 1887 a dare le dimissioni dalla guida dell’esecutivo e si ritirò a Stradella a vita privata ove morì all’età di 74 anni.
Dopo i funerali, il suo corpo fu sepolto presso il cimitero del suo paese d’origine.
Depretis fu affiliato alla massoneria del quale divenne Gran Maestro e successivamente ricoprì il 33simo grado del rito scozzese antico ed accettato finendo per fare parte del Consiglio Supremo del rito scozzese. Il 29 luglio 1887, giorno dei suoi funerali, lo stendardo dell’Ordine apparve abbrunato alla sede del Grande Oriente d’Italia a Palazzo Quirini ed ancora oggi esiste a Voghera una Loggia intitolata a Depretis.

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