Sant’Alessandro Sauli: un santo “passato” per l’Oltrepò

Continuando la nostra “carrellata” di articoli culturali vogliamo parlare in questa occasione della figura di Alessandro Sauli Vescovo della Diocesi pavese e venerato come Santo dalla Chiesa cattolica universale.

Alessandro Sauli nacque a Milano il 15 febbraio 1534, fglio dei nobili di origine genovese Domenico e Tommasina Spinola e fu ammesso come bambino a far parte del seguito dell’Imperatore spagnolo Carlo V con le funzioni di paggio.
All’età di diciassette anni fu ammesso tra i chierici Barnabiti e dopo gli studi istituzionali svolti a Pavia, fu ordinato sacerdote il 24 marzo 1556; trascorse gli anni successivi tra Pavia, ove fu professore di teologia e filosofia, e Milano, ove svolse il suo servizio pastorale guadagnandosi la fama di grande predicatore (proprio per la sua abilità oratoria venne scelto come predicatore dal Cardinale Carlo Borromeo e dal Cardinale Niccolò Sfondrati, il futuro Papa Gregorio XIV).
Fu uno dei più stretti collaboratori del Cardinale Borromeo nella sua opera di riforma della Diocesi e, nel 1567, venne eletto superiore generale del suo ordine i Chierici Regolari di San Paolo; nel 1570, sempre su suggerimento del Borromeo, Papa Pio V lo nominò Vescovo della Diocesi corsa di Aleria e ricevette la consacrazione episcopale proprio dal suo mentore.
Si impegnò per la riorganizzazione religiosa della diocesi con l’introduzione delle riforme del Concilio di Trento in ambito di disciplina del clero e della promozione delle missioni popolari per la formazione dei catechisti laici.
Rimasto per oltre 20 anni in Corsica, fu trasferito alla più prestigiosa sede episcopale di Pavia ma morì solo un anno dopo il suo arrivo in terra pavese durante una visita partorale a Calosso e più precisamente nel giorno 11 ottobre 1592.

Alcune delle sue reliquie sono ospitate presso il Santuario di Santa Maria de finibus terrae a Santa Maria di Leuca.
Fu proclamato beato da papa Benedetto XIV il 23 aprile 1741 e venne canonizzato da Papa Pio X l’11 ottobre 1904 fissando proprio per quel giorno la sua memoria liturgica.

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