San Siro di Pavia

Siro è stato secondo la tradizione il primo Vescovo della città di Pavia, nella quale visse nel corso del IV secolo d.C., ed è venerato come Santo dalla Chiesa cattolica.
La storia di Siro ci viene tramandata da una fonte agiografica, il manoscritto del XIV secolo noto con il titolo “De laudibus Papiae”.

San Siro fu originario della Palestina e, come molti altri a quel tempo, seguì le predicazioni di Gesù. Secondo la tradizione, il giovane che portava il canestro con i sette pani e i sette pesci, come narrato nella parabola della moltiplicazione dei pani e dei pesci di Nazareth, era proprio San Siro. Secondo fonti agiografiche, dopo la crocifissione di Gesù, San Siro seguì Pietro a Roma e venne da questi inviato più a nord, nelle terre padane, per evangelizzare quelle genti. A Pavia, in quel tempo chiamata dai romani Ticinum Papiæ, il santo svolse opera di diffusione della parola di Gesù e, per questo suo impegno, divenne il primo vescovo della città lombarda. Altre fonti lo collocano invece accanto a Sant’Ermagora, proto-vescovo di Aquileia e discepolo di San Marco Evangelista, che lo avrebbe inviato a Pavia, insieme a Sant’Invenzio. Si narra che, al loro arrivo, la popolazione locale li accolse con gioia e si convertì al cristianesimo ancor prima di ascoltare la predica, suggestionata dalle notizie dei miracoli compiuti dallo stesso San Siro durante il suo viaggio dalla Terra Santa. Il suo nome e i prodigi da lui compiuti divennero presto famosi e la sua figura divenne popolare anche in altre regioni della Val Padana. San Siro è un personaggio realmente esistito anche se, secondo alcuni studi storici, sarebbe stato vescovo di Pavia intorno al IV secolo. Fino alla metà del IX secolo, il luogo della sua sepoltura rimase la Chiesa dei SS. Gervasio e Protasio, a Pavia, probabilmente fatta edificare dallo stesso San Siro. Nell’antica basilica, eretta in onore dei due martiri cristiani, San Siro sarebbe stato sepolto proprio il 9 dicembre, non si sa di quale anno, in una tomba ancora visibile. Secondo la leggenda, in punto di morte, San Siro avrebbe predetto secoli di prosperità a venire per la città. Successivamente, il suo corpo venne traslato nel Duomo di Pavia nella cappella interna intitolata ad opera del famoso artista Bramante, quando vescovo della città era Adeodato e, recentemente, è stato venerato nella chiesa di Santa Maria del Carmine.

È il patrono di Pavia, l’antica Ticinum di origini romane, ridente città della Lombardia che sorge lungo le sponde del Ticino. Già capitale del regno longobardo, Pavia ospita una delle più antiche università italiane. Numerose sono le antiche chiese nel centro storico, oltre a quelle già citate e legate alla vita di San Siro, tra le quali spicca la medievale Basilica di San Michele Maggiore. A poca distanza si trova la celebre Certosa di Pavia, splendido capolavoro in stile gotico-rinascimentale.

Pavia celebra la figura di San Siro con le solenni celebrazioni del 9 dicembre. Dopo oltre vent’anni, a seguito di lavori di restauro, le commemorazioni del santo patrono si tengono nuovamente nel Duomo di Pavia. Durante la festa di San Siro, hanno luogo le tradizionali consegne delle benemerenze civiche, consegnate ai cittadini che si sono contraddistinti per particolari meriti. Per l’occasione, viene preparata fin dal 1878 la tradizionale torta di San Siro, un prelibato pan di Spagna inzuppato nel rum, farcito con crema al burro di nocciole e ricoperto da una glassa al cioccolato con il nome del Santo.

San Siro risulta Patrono, oltre della città di Pavia, anche di
• Borgo San Siro
• Godiasco
• Lomazzo
• Soresina
• Rota d’Imagna
• San Siro
e molte altre località.

 

Fonti per l’articolo:wikipedia

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