Romagnese ed i Sassi Neri: fra geologia e leggenda

Romagnese (Rumagnes in dialetto oltrepadano) è un comune italiano di 685 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella zona di montagna dell’Oltrepò Pavese, alla testata della val Tidone, non lontano dal passo del Penice. Nel 2012 viene nominato gioiello d’Italia.

 

Romagnese il cui territorio fu abitato nella preistoria, passa poi nei possedimenti dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata da San Colombano nel 614, e poi feudo del vescovo della stessa città, che ne mantenne sempre l’alta signoria.

Dopo la caduta dei Longobardi a opera di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero costituì i Feudi Imperiali, all’interno della Marca Obertenga, con lo scopo di mantenere un passaggio sicuro verso il mare, assegnò Romagnese, con molti dei territori limitrofi, alla famiglia dei Malaspina, con l’arrivo dei Visconti passò alla famiglia Dal Verme assieme alla Contea di Bobbio e Voghera, Pianello Val Tidone, Castel San Giovanni e la Valsassina.

Il feudo effettivo, tuttavia, nel 1383 fu acquistato dal condottiero Jacopo Dal Verme, capitano generale del duca di Milano. Il feudo rimase sempre a questa famiglia, costituendo una dipendenza immediata della Contea di Bobbio (dei Dal Verme dal 1436, anch’essa sotto l’alta signoria del Vescovo). Nella divisione della famiglia nelle due linee di Piacenza e Voghera, restò alla prima, mentre i vicini Zavattarello Trebecco e Ruino passavano alla seconda (l’unica tuttora fiorente). Il feudo di Romagnese, che fu sempre un unico comune fin da quando (invero piuttosto tardi) anche qui venne introdotto l’istituto comunale, cessò nel 1797 con l’abolizione generale del feudalesimo.

Unito con il Bobbiese al Regno di Sardegna nel 1743, in base al Trattato di Worms, entrò a far parte poi della Provincia di Bobbio. Nel 1801 il territorio è annesso alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1848 come parte della provincia di Bobbio passò dalla Liguria al Piemonte, nel 1859 entrò a far parte nel circondario di Bobbio della provincia di Pavia e quindi della Lombardia, nel 1923, smembrato il circondario di Bobbio, passò alla provincia di Piacenza e quindi all’Emilia-Romagna, per poi ritornare nel 1925 alla provincia di Pavia e alla Lombardia.

 

Dopo questa breve introduzione storica, parliamo dei Sassi Neri!

I Sassi Neri sono (insieme a Pietra di Corvo, Monte Pan Perduto, Groppo, Monte Pradegna, Pietra Parcellara, Pietra Perduca) uno dei vari affioramenti di roccia ofiolitica che si trovano nella parte settentrionale della Catena dell’Àntola. La presenza di queste rocce così aspre e scure, contrastanti con le rocce sedimentarie argillose e chiare che caratterizzano la zona, ha favorito la nascita di varie credenze, prima tra tutte che siano resti di un antico vulcano. Un’altra leggenda vuole che i Sassi Neri siano stati scagliati lì dove sono dal diavolo, furioso perchè San Colombano aveva raggiunto Bobbio e vi aveva fondato un monastero.

Era l’anno 614, Colombano, un vecchio monaco irlandese, decise di mettersi in viaggio per diffondere il cristianesimo in Europa e arrivò fino a Bobbio.  Lungo il sentiero che da Romagnese porta alla Pietra del Corvo, si imbatté nel Diavolo: aveva l’aspetto di un ometto magrolino, dai capelli rossi, il naso adunco e sorriso astuto. Il sant’uomo lo riconobbe subito, ma non riuscì a scacciarlo e il demonio incominciò tentarlo. “Torna indietro e ti darò la gloria, il potere e l’eternità. Tu sei un uomo, ma sarai come Dio!”
Il monaco gli rispose: “Vattene! Non sono solo, Dio è con me e costruirò proprio vicino al fiume Trebbia un luogo santo ed i miei seguaci si moltiplicheranno come le stelle.” Il diavolo non riuscì a convincerlo in nessun modo e dovette desistere dal suo tentativo; quando, dalla Pietra del Corvo, vide le buone opere del Santo, preso dalla rabbia, raccolse pietre scure lungo la riva fiume e le lanciò verso la valle, per distruggere il santuario che Colombano stava costruendo.
Il monaco, però, accortosi di quanto stava succedendo, alzò la mano destra, per fermare quelle pietre lanciate dal diavolo, che finirono nel luogo ancora oggi è detto “Pietra del Corvo.” Salendo da Romagnese, si vedono dei grandi massi scuri: sono le “pietre di Satana” che gli abitanti della zona chiamano “sassi neri.”

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