Recensione della presentazione guida Osterie d’Italia e Slow Wine – febbraio 2019

Nella giornata di domenica 24 febbraio 2019 si è svolta la presentazione delle guide Slow Wine e Osterie d’Italia. L’evento si è tenuto presso lo splendido scenario della Certosa Cantù di Casteggio, con il patrocinio del Comune di Casteggio, e con la presenza di oltre 30 cantine del territorio oltrepadano – le quali per tutta la giornata hanno offerto ai presenti degustazioni dei loro vini più noti – e dei 9 ristoranti presenti nella guida Osterie d’Italia nella sezione Oltrepò.

La Certosa Cantù, edificata fra il 1700 e il 1705 dai monaci seguaci di San Brunone, passò a privati nell’Ottocento e fu lasciato in eredità al Comune del suo ultimo proprietario, il prof. Luigi Cantù.
Di recente restaurata a cura dell’amministrazione comunale, è il vero fulcro della vita culturale casteggiana ed è l’ambiente ideale per l’organizzazione di eventi uniti dal denominatore comune della qualità.
Nel medesimo edificio che ospita il Civico Museo Archeologico, una delle collezioni più interessanti dell’intera Lombardia, ha sede la Biblioteca Civica, con la sala di lettura e lo spazio multimediale.

L’evento si è aperto con la presentazione, e necessaria spiegazione, dell’articolazione delle due guide Slow Food: Slow Wine e Osterie d’Italia.
Oltre a queste vi sono in progetto la redazione di una guida sulle birre e di una guida sugli olii, come ci è stato indicato dal fiduciario di Slow Food per l’Oltrepò Pavese dott. Teresio Nardi animatore dell’evento in oggetto.
Tramite l’illustrazione delle guide vengono messi in risalto i punti forti del territorio, intesi come prodotti locali che hanno bisogno di una giusta valorizzazione.

Osterie d’Italia (acquistabile cliccando qui) è la guida più venduta nel nostro Paese, contiene le recensioni di ben 1570 osterie di cui 9 nel nostro Oltrepò!
Se il locale è certamente presentato, come in ogni guida che si rispetti, l’attenzione maggiore viene riservata al territorio, in quanto si mangia “locale” ovvero piatti tipici della zona e della tradizione che vanno difesi e promossi.
La permanenza in guida, per le osterie, si basa sul mantenimento nel tempo di queste caratteristiche

La spiegazione ha riguardato in particolar modo la storia e l’attenzione ai contenuti delle guide: si differenziano dalle altre in commercio in quanto orientate prevalentemente a mettere in risalto la storia del prodotto, dell’osteria e del luogo che la ospita. Ciò che caratterizza, e permette a queste osterie di entrare in guida, è la provenienza e la cura della materia prima, nonché il suo utilizzo; sono quindi presenti nelle guide dei simboli che permettono al lettore di orientarsi ed identificare i “punti forti” del locale.
In particolare per la guida Osterie d’Italia sono presenti:
– bottiglia, che indica la presenza di una carta vini di qualità del territorio;
verdure, che indica un orto, di proprietà, nelle immediate vicinanze;
– formaggio, che indica una buona selezione di questo prodotto;
chiocciola, che indica una particolare attenzione alla cordialità tipica dell’osteria ed ai piatti della tradizione locale.
Per tutti i locali recensiti la qualità si deve coniugare con il prezzo, sempre accessibile e mai esoso.

La mattina è proseguita con l’illustrazione della guida Slow Wine, ormai giunta alla sua decima edizione (acquistabile cliccando qui).
Il punto forte di questa guida è l’approccio, basato sulla narrazione: un racconto del vino non tradizionale, bensì della storia di ciò che porta al prodotto finito. Chi si occupa di raccontare le aziende in guida le va a visitare personalmente, in vigna, conoscendo il produttore ed instaurando con esso un rapporto che ha lo scopo di comprendere la passione che deve avere chi svolge questo lavoro.

Le osterie della zona presenti in guida partecipanti all’evento hanno offerto assaggi di alcuni loro piatti.

  • Ristorante Prato Gaio
  • Ristorante Buscone
  • Ristorante Leon d’Oro
  • Osteria dei Pescatori
  • Ristorante Al Casello
  • Trattoria Fugazza
  • Ristorante Pappa e Cena
  • Osteria del Campanile
  • Ristorante La Verde Sosta
  • Ristorante Il Selvatico in rappresentanza dell’alleanza Slow Food

 

Spostandosi in un’altra sala della location, abbiamo potuto degustare i vini ed i cibi proposti.

Erano presenti molte cantine che presentavano assaggi dei loro migliori prodotti; altrettanto, erano presenti alcuni dei ristoranti sopra citati che hanno portato i loro piatti, aiutati nella distribuzione dai ragazzi dell’istituto alberghiero ENAIP di Voghera.
Ad esempio, tra i nostri assaggi possiamo citare: la Trattoria Fugazza ha proposto degli gnocchi di zucca berrettina con fonduta; il Ristorante Leon d’Oro dei ravioli di brasato; il Ristorante Selvatico della polenta di mais ottofile con ragù di lenticchie e un crostino di patè di fegato di maiale al marsala e melograno; la Verde Sosta un petto di pollo in salsa agrodolce accompagnato da una insalatina fresca. Presenti anche i dolci, fra cui una torta paradiso, una crostata alle pere, una torta alle mandorle, una torta alle carote, una torta con cioccolato e mandorle, ed i Sorrisi di Voghera.

In conclusione, possiamo dire che si è trattato di un evento molto interessante, ben organizzato e con prodotti di indubbia qualità, a testimonianza della ricchezza enogastronomica del territitorio dell’Oltrepò Pavese.

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