Pietro, Marcellino ed Erasmo

Collegandoci ad un precedente articolo inerente al Comune di Canneto Pavese, vogliamo delineare brevemente le figure dei Santi Pietro, Marecellino ed Erasmo ai quali è dedicata la Chiesa Parrocchiale cannetese.
Il presbitero Marcellino, l’esorcista Pietro ed il vescovo Erasmo vissero tutti e tre a cavallo della seconda metà del III secolo d.C. e i primi anni del successivo trovando la morte durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano che ebbe luogo tra il 303 e il 305 d.C. mentre le descrizioni agiografiche del loro martirio (Pietro e Marcellino furono decapitati a Roma mentre Ersamo venne ucciso poco distante dalla Città Eterna e più precisamente a Formia) risalgono al periodo dell’Alto Medioevo.

Pietro era noto per essere un tenace osservante degli insegnamenti e dei valori impartiti da Gesù tanto da essere diventato dentro la primitiva comunità cristiana un esorcista, vale a dire una persona in grado di curare gli ossessi che erano preda di violente crisi d’ira oppure invasate e per tale motivo ritenute vittime del demonio.
Scoppiata la persecuzione fu incarcerato ma qui continuò la sua opera di evangelizzazione e di cura degli ossessi entrando, perciò, in contatto con una certa Paolina figlia di un carceriere dal nome Antemio oppure Artemisio.
Ottenuta per via miracolosa la guarigione della figlia, il carceriere e sua moglie Candida, o Seconda, chiesero a Pietro il battesimo ma Pietro non potendo amministrare tale sacramento, essendo solo esorcista, si rivolse al presbitero, ovvero sacerdote anziano, Marcellino il quale iniziò a battezzare i detenuti del carcere ove era rinchiuso Pietro, approfittando di un periodo di tregua nella persecuzione imperiale.
La cosa non durò a lungo: Marcellino e Pietro furono convocati dal giudice Sereno il quale chiese a loro di abiurare la fede cristiana e di sacrificare agli dei pagani, essi si rifiutarono e per tale motivo vennero condannati a morte tramite decapitazione.

Su Erasmo, infine, pochi sono gli elementi storici certi a nostra disposizione: di lui possiamo dire che il suo martirio toccò due tappe in due distinte città dell’allora impero romano d’Oriente e più precisamente Antiochia sull’Oronte, nell’odierna Turchia, e successivamente in Macedonia.
Vescovo della città antiochena allo scoppio della persecuzione anti-cristiana, per una sua presunta fragilità umana sembra che si ritirò a vivere sulle montagne circostanti alla città in una grotta solitaria ma grazie all’intervento miracoloso di un Angelo fu portato in una città dell’odierna Macedonia ove predicò il Vangelo con inaspettato coraggio e ove operò, raccontano le cronache agiografiche raccolte in una Passio sulla vita del Santo ad opera di Papa Gelasio, alcuni miracoli mentre era ancora in vita.
Trovò la morte nella fase finale della persecuzione di Diocleziano, come raccontano anche i pochi dati storici in nostro possesso e che concordano con la versione data da Gelasio.
Alcuni elementi comuni, oltre al martirio, per questi tre Santi sono:

  • la venerazione nei loro confronti sia in Italia sia in Germania
  • la medesima memoria liturgica per tutti e tre che la Chiesa indica nella data del 2 giugno
  • il fatto che le loro salme non restarono nei luoghi di sepoltura ma per diverse ragioni furono spostate altrove nel corso dei secoli.

A noi rimane, ancora oggi, il loro grande bagaglio spirituale che essi hanno trasmesso inalterato nel corso dei secoli.

 

fonti per l’articolo: wikipedia ed il libro “I santi Marcellino, Pietro ed Erasmo” del dott. Ercole Bongiorni edito da Primus Collis

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