Pavia – Formazione del territorio (parte2) – La Lomellina

E’ opinione corrente che il suolo della Lomellina si distinguesse nettamente da quello del Pavese per la presenza di frequenti ingobbamenti nel terreno, detti “dossi” o “sabbioni“.

Tale differenza originaria fu certamente valutata dai Romani, che sottoposero il Pavese, ma non la Lomellina, a misurazione e bonifica generale delle terre. Il che portò nel tempo a una sorta di dislocazione geografica irregolare nell’habitat della Lomellina, in netto contrasto con il Pavese. Con una eccezione: l’agro attorno a Vigevano mostra di essere suddiviso secondo scansioni regolari basate su misure romane, specialmente a Settentrione e a Occidente della città, dove appare evidente un’imponente sistemazione armonica del territorio. L’orientamento è il medesimo di Novaria e, quindi, la pertica di Novara si spingeva profondamente verso Sud fino sotto Vigevano. Paradossalmente per questo tratto dovremmo parlare non di Lomellina, ma di Novarese, almeno per l’età romana.

campagna, veduta aerea

Ma l’insieme della antica Lomellina, tormentata specie verso Occidente da possenti paleoalvei, si presentava morfologicamente irregolare e non controllato idraulicamente, come autorevolmente asseriva, alla metà del Cinquecento, Bernardo Sacco (Storia Ticinese IV, XIV), che ravvisava una duplice pericolosità delle acque: una prima connessa con rovinose indicazioni periodiche di natura misteriosa << straripamenti detti popolarmente voragini, poi vargine o bargine >>, una seconda con la condizione di precarietà dei paesi collocati sul terrazzo del Po, che la furia del fiume tende impietosamente a travolgere e a sradicare, portando via con sé anche la memoria di genti e di luoghi. Una anticipazione lontana leggiamo nel VI secolo in Ennodio, Vita di Epifanio, cap. 21: <<E’ detta di Sommo una campagna situata in un luogo, dove la corrente impetuosa del Po vorace rode all’intorno la riva e il fiume, muovendo flessuosamente come un serpe, dona a uno ciò che toglie a un altro e, ad un tempo, la rovina altrui diventa guadagno per il vicino >>.

Anche la Lomellina, non altrimenti del Pavese, era percorsa da una grande strada, fondamentale per la sua storia. L’antico tracciato, decaduto dalla funzione originaria di arteria per l’Europa, è tuttavia entrato a far parte degli elementi caratteristici e durevoli del paesaggio: si distingue nitidamente nella campagne, perché procede in solitudine, evitando i paesi invece di toccarli. La via, ispirata al criterio della massima brevità, non conviene col sistema locale dell’habitat odierno e consente così facilmente di riconoscere il manufatto antico. Di particolare importanza i lunghi tratti da Dorno (e ancora prima da cascina Santo Spirito)  a Lomello e da Cozzo per cascina Regina al letto del fiume Sesia e, oltre il fiume, fino alla periferia di Vercelli. La strada svolse una funzione primaria nell’origine e nella forma degli abitanti di Cozzo, Lomello, Dorno (questi ultimi a foggia anulare), in esercizio per più di millecinquecento anni.

fonte: Pavia – Ventuno secoli dalla fondazione 89a.C. 2011 d.C. – Pierluigi Tozzi 

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