Il Moscato di Volpara: eccellenza dell’Oltrepò

In questo articolo vogliamo proporre ai nostri lettori un prodotto d’eccellenza del nostro territorio e più precisamente il vino noto con il nome di Moscato prodotto in un piccolo Comune della Valle Versa avente il nome di  Volpara.

Fin da tempi molto antichi risulta noto alle cronache delle diverse epoche storiche come il territorio dell’Alta Valle Versa e più precisamente il  piccolo Comune di Volpara sia una zona con una spiccata tendenza alla produzione del Moscato.
In epoche storiche più recenti, risulta che il parroco di Volpara don Bartolomeo Diana producesse dai vigneti della chiesa il Moscato che veniva venduto regolarmente, tra gli altri clienti, ai gerarchi del Ventennio fascista.
Di particolare rilievo il fatto che il gerarca fascista Roberto Farinacci, ras della città di Cremona, risulta raffigurato in un dipinto della Chiesa Parrocchiale del paese a destra dell’altar maggiore mentre assiste al miracolo della guarigione del cieco nato operato da Gesù.
Farinacci risulta immortalato nel dipinto a motivo della sua particolare amicizia con Don Diana in quanto prima di diventare parroco del paesino don Bartolomeo fu curato del Duomo di Voghera, città nella quale nacque il futuro gerarca e segretario dal 1925 al 1926 del Partito nazionale fascista, facendo anche da padrino alla Cresima di Farinacci; divenuto assiduo cliente del prevosto si meritò di venire ritratto come spettatore del miracolo in questo dipinto commissionato da Don Diana all’artista torinese Carlo Morgari e lo stesso Farinacci, durante una sua visita in paese, ammirò soddisfatto la sua somiglianza con il personaggio dell’opera.

Oggi in molti si sono accorti delle unicità di questo prodotto che presenta caratteristiche non comuni con le altre varietà di uve Moscato.
Per salvaguardare il prodotto si è deciso di mappare la zona di produzione venendo in tal modo a delimitarla, si è venuti a costituire un consorzio che, adottando un severo disciplinare, è riuscito ad ottenere una buona valorizzazione del Moscato di Volpara.
Il marchio consortile, che richiama una vecchia immagine presente sulla facciata del palazzo municipale del paese, viene utilizzata dai Soci soltanto se le uve usate per la produzione del vino rientrano all’interno dei vigneti dell’area delimitata geograficamente per la produzione del Moscato.
Il comparto aromatico è uno dei punti di forza di questo vino i cui profumi si presentano intensi ed intriganti: i primi a giungere sono dei sentori di pesca ed albicocca seguiti da note che richiamano salvia e erbe aromatiche lasciando al palato del degustatore un sentore di speziatura dolce.
A livello gustativo si completa la degustazione di questo Moscato con un ingresso delicato e garbato, medio corpo, buona morbidezza, suadente la dolcezza che lascia al palato un ottimo equilibrio dovuto al comparto acido che ben bilancia l’aspetto zuccherino del vino (teniamo presente un residuo zuccherino dichiarato di circa 125g/l !!!!);molto piacevole infine la persistenza dove si nota un accentuato aspetto fruttato di albicocca.
La scelta dei vitigni migliori tra quelli vocati ,la bassa produzione dei vigneti, la raccolta esclusivamente manuale delle uve nel pieno della loro maturazione, la gestione del mosto e della sua fermentazione, i periodici controlli organolettici ed analitici consentono ai Soci di imbottigliare questo gioiello certi di essere ripagati dall’affetto dei loro clienti.

Che dire, infine…Buon moscato a tutti!!!!

 

Fonti: wikipedia, sito internet”Cantine Monterosso”e sito Internet di vinoway.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.