L’Abbazia di Sant’Albino a Mortara

L’Abbazia di Sant’Albino è una chiesa-abbazia fondata nel V secolo; sita nel Comune di Mortara è posta lungo la famosa Via Francigena.

La storia dell’abbazia è legata alla battaglia combattuta in questi luoghi tra l’esercito longobardo ed i Franchi di Carlo Magno nel 773 d.C. e si narra che le vicende dell’abbazia sono legate in modo indissolubile ai due fedeli paladini franchi Amico e Amelio, scudieri di Carlo Magno, periti durante la battaglia combattuta in questi luoghi e sepolti all’interno del Tempio cristiano.

L’abbazia sembra che venne fondata da Sant’Albino Alcuino, anche se alcune leggende narrano che fu lo stesso Carlo Magno a fondare l’abbazia ma senza altri riferimenti storici più precisi.

Il monastero adiacente alla chiesa si ispirava alla regola del Monastero di Tours del quale Albino era abate ma in seguito seguì la regola di Sant’Agostino e per tale motivi i monaci che la abitavano vennero chiamati Canonici regolari.

L’abbazia sorge sopra un terreno ricco di tombe, detto Badia, e nel 1928 a seguito di alcuni lavori di restauro fatti alla chiesa furono ritrovati dei loculi contenenti ossa umane che, ad un attento esame al carbonio-14, vennero fatte risalire all’Anno Mille pressappoco e la tradizione popolare afferma che esse appartengano ai S.S. Amico e Amelio in onore dei quali lostesso Re Carlo Magno avrebbe fatto in origine edificare una chiesa per ospitare le loro spoglie mortali accanto all’ Abbazia fondata da Albino Alcuino.

Il monastero a partire dalla fine del Duecento andò progressivamente in declino sino al 1540 quando l’edificio venne completamente ristrutturato ed ampliato grazie all’opera dell’abate Pietro Antonio Birago il quale intraprese anche la costruzione di alcuni edifici per ospitare i pellegrini che transitavano lungo l’adiacente Via Francigena e trovavano ospitalità e rifugio presso questo luogo d’asilo.

Lo stesso San Carlo Borromeo visitò i luoghi nel 1578.

 

La chiesa presenta una navata unica restaurata completamente nel secolo scorso dopo un periodo di totale abbandono.

Sulle pareti si notano le incisioni e le scritte lasciate dai pellegrini che transitavano per queste contrade e l’iscrizione più antica viene fatta risalire al 1100; numerosi e pregevoli sono gli affreschi, raffiguranti Santi e scene tratte dalle Sacre Scritture, presenti all’interno del luogo di culto.

In particolare ricordiamo il medaglione con le immagini dei paladini franchi Amico e Amelio dei quali abbiamo parlato all’inizio di questo articolo.

Fonte: wikipedia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.