La Via di San Colombano: un percorso da Pavia a Bobbio

Collegandoci ad uno dei nostri precedenti articoli inerente al piccolo ma molto caratteristico Comune di Canevino posizionato proprio lungo la Via di San Colombano vogliamo ora parlare in maniera più dettagliato di questo antico ed, una volta, molto frequentato percorso posizionato lungo la più nota Via Francigena.

La Via di San Colombano, che rientra a far parte della variante appenninica della molto più nota Via Francigena, è lo storico percorso che passando per l’Oltrepò pavese orientale conduceva nel modo più diretto da Pavia a Bobbio sede della celebre abbazia fondata nel cuore dell’Appennino nel corso del VII secolo dall’abate irlandese San Colombano.
Sorto in età longobarda, il percorso era molto frequentato da monaci, abati, dignitari e numerosi pellegrini che si mettevano in viaggio tra l’allora capitale del regno longobardo, Pavia, e l’importante centro culturale e monastico di Bobbio nel Piacentino conosciuta come la Montecassino del Nord Italia.
Inoltre la via consisteva come la prima parte dell’itinerario medioevale che da Pavia attraversando Bobbio e l’Appennino raggiungeva Pontremoli assicurando il collegamento tra la Longobardia ed i domini longobardi della Tuscia anticipando l’avvento della successiva e più famosa Via Francigena.
Il percorso viene considerato da numerosi studiosi ed esperti come la naturale integrazione della Via degli Abati (da Bobbio a Pontremoli) completando la cosidetta Via Francigena di montagna la quale consentiva al pellegrino una volta giunto a Pavia di lasciare la pianura e  proseguire per la caratteristiva via dei monti fino a Pontremoli per poi riprendere il tradizionale percorso verso Roma.
L’ itinerario ripercorre solo in parte quello seguito nel 929 d.C. per la temporanea traslazione delle spoglie di San Colombano da Bobbio, ove riposavano, a Pavia capitale dell’allora Longobardia che vide il fiorire di numerosi monasteri grazie alla predicazione operata da questo Santo monaco di cui ora vogliamo fornire ai nostri lettori alcuni cenni storici.

Colombano nacque intorno al 540 d.C. in Irlanda ma sfortunatamente ignoriamo il luogo e l’anno precisi, unitosi sin da giovine al nascente movimento monastico irlandese studiò sotto la prestigiosa ma assai rigida regola di San Comgall un punto di riferimento per gran parte del mondo culturale nord-europeo in epoca medioevale.
Intorno al 591 d.C. salpò dall’Irlanda con altri 12 monaci tra i quali ricordiamo il suo discepolo prediletto San Gallo che fonderà in Svizzera la celebre abbazia che ancora oggi porta il suo nome.
Per oltre 30 anni Colombano e i suoi discepoli girano l’europa fondando monasteri e comunità in numerosi paesi europei; questi viaggi sono ampiamente documentati dal monaco Jona che scrisse subito dopo la morte del Santo avvenuta nel 615 un dettagliato resoconto delle sue opere ed attività.
Colombano ed il suo discepolo Gallo furono figure insigni del monachesimo irlandese, il più importante movimento di monaci dell’Europa medioevale, volto alla promozione dell’alfabetizzazione dell’istruzione.
Colombano fu il primo in suo scritto ad esprimere il concetto di EUROPA come singola entità unita dalle comuni radici cristiane e che superava le singole barriere culturali ed etniche.
Fu un profondo innovatore anche in campo liturgico poichè si deve proprio a Colombano l’introduzione del sacramento della Riconciliazione o Confessione, che dir si voglia, come la conosciamo ai nostri giorni venendo a sostituire l’antico rito nel quale si prevedeva per il penitente la confessione pubblica dei propri peccati davanti a tutti i membri della comunità con il “colloquio”con il presbitero tenuto al segreto di tutto ciò che gli viene detto e senza la presenza di estranei che ascoltino ciò che il fedele racconta al ministro consacrato.

Rimane vivo nel cuore di molti fedeli della zona la figura di questo monaco che fondò negli Appennini la celebre abbazia di Bobbio divenuta nel Medioevo un faro di cultura per tutto il Nord Italia e che ancora oggi attira pellegrini e curiosi provenienti da tutti i paesi europei attraversati da Colombano i quali giungono a questo luogo desiderosi di confrontarsi con la figura di questo monaco che contribuì a forgiare l’identità europea come la conosciamo anche noi nella nostra epoca che, duole affermarlo, troppo velocemente dimentica o peggio ancora rinnega le proprie radici.
Consegniamo quindi ai nostri lettori la figura di Colombano certi che ne porteranno avanti il ricordo con le future generazioni!

 

Fonti: i siti Internet “Camminando lungo la Via Francigena”e “I cammini d’Europa: il cammino di S.Colombano”

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