La leggenda di Torre D’Isola

A pochi Chilometri da Pavia, sulla vecchia strada di Riviera, poco dopo la frazione di Massaua, sulla sinistra, si trova una strada con l’indicazione Santa Sofia.

Santa Sofia, frazione di Torre d’Isola situata sulla riva sinistra del Ticino, era uno dei porti fluviali più importanti per il trasporto delle merci  e data la buona posizione, dominante sul fiume e verso Pavia, divenne l’accampamento di quasi tutti gli eserciti che provarono ad attaccare la città.
Fu cosi che alla fine del 773 Carlo Magno che a suo tempo aveva ripudiato la moglie Ermengarda, figlia di Desiderio re dei Longobardi, aveva attraversato le Alpi favorito dall’alleanza col Papato per impadronirsi del regno longobardo, pose il suo accampamento a Santa Sofia, sperando in una veloce arresa dei Pavesi.
Ma i cittadini si difesero cosi bene tanto che otto mesi dopo Carlo Magno, temendo che l’assedio continuasse ancora per molto tempo, decise di far arrivare dalla Francia la terza moglie Ildegarde, che aspettava una bambina.
Una sera, mentre stava cenando con i suoi comandanti, Carlo Magno, che era anche un ottimo costruttore, propose ai suoi uomini di costruire una cappella per onorare l’imminente arrivo della moglie.
Dopo un rapido sopralluogo fu scelta la posizione: un terrazzo a strapiombo sul Ticino, ad un’altezza di una ventina di metri dalle sue acque, con uno splendido panorama delle sue anse.
Subito gli uomini presero gli attrezzi e si misero al lavoro e alle prime ore del mattino successivo la costruzione era completata.
Molti soldati di Carlo Magno parteciparono all’opera e, nel vederla, tutti avrebbero pensato che era stata edificata in non meno di un anno.
Al suo arrivo la regina Ildegarde poté beneficiare di un luogo di culto, e poco tempo dopo diede alla luce la figlia Adelaide.
La leggenda narra che, in quella stessa area per diverso tempo rimasero alcuni insediamenti militari e civili, tanto che, nell’anno 876, Carlo il Calvo firmò alcuni atti ufficiali da un palazzo che si trovava proprio a Santa Sofia.

Cappella di Santa Sofia raffigurata in un documento del 1393 e conservato nella Biblioteca dell’Ospedale San Matteo

 

Nel 985 l’Imperatrice Adelaide, la reggente dell’impero dopo la scomparsa del figlio, si dovette difendere da un attacco nemico che diede vita a violenta battaglia combattuta sulla riva sinistra del Ticino; alla fine della giornata l’esercito di Adelaide ne uscì vincitore.
Temendo che durante la notte l’esercito nemico tentasse un nuovo attacco, venne ordinato che delle pattuglie armate vigilassero per tutto l’accampamento uccidendo coloro che si fossero trovati nelle vicinanze.
Durante il sopralluogo i soldati notarono una luce nell’oscurità, che scoprirono essere quella di una povera donna, alla ricerca del corpo di suo figlio caduto durante la battaglia.
Impietositi i soldati non trovarono il coraggio di ucciderla e la condussero dall’Imperatrice che, dopo aver ascoltato la sua storia e ricordando la morte di suo figlio, la lasciò libera.
In memoria dello scontro Adelaide diede ordine di edificare una torre su uno degli isolotti del Ticino, e da allora il paese fu chiamato Torre d’Isola.

L’attuale chiesetta è una ricostruzione eseguita nel 1576 da Giambattista Molo Bellinzona, con il figlio Filippo.

 

fonti: paviafree.it e paviaedintorni.it

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