Il dialetto: la “lingua” dell’Oltrepò

Il dialetto oltrepadano è una variante della lingua emiliano-romagnola appartenente al gruppo linguistico gallo-italico parlata nell’Oltrepò pavese, porzione di territorio compresa nell’area meridionale della provincia di Pavia ed il Comune di Pozzol Groppo nella provincia di Alessandria.
Nel suo saggio sui “Dialetti gallo-italici del 1853 di Bernardino Biondelli lo classificava come varietà dialettale di dialetto emiliano insieme al pavese, citati unitamente nel pavese come pavese-vogherese.
Essendo l’area in questione incuneata fra le province di Alessandria(Piemonte) e Piacenza(Emilia-Romagna) ma non essendo distante in maniera eccessiva neppure da Milano ed essendo vicina alla provincia di Genova, è impossibile definire questo dialetto come uniforme in tutto l’Oltrepò malgrado le similitudini dei dialetti nelle differenti zone.
Intorno a Voghera, ad esempio, emergono le somiglianze con la lingua piemontese, mentre nelle zone di Broni-Stradella e della bassa Valle Versa emergono invece le somiglianze con il dialetto piacentino parlato nella vicina Val Tidone.
Nei paesi che si affacciano sul Po emergono, invece, elementi di transizione con il dialetto lomellino; sull’Appennino a sud di Varzi si registrano invece mutamenti più marcati dovuti alla prossimità della lingua ligure in particolare a Brallo di Pregola e a Santa Margherita Staffora.
Particolare è il caso di Broni e Stradella ove la Ö pronunciata nel resto dell’Oltrepò diventa Ô
Ad esempio a Broni-Stradella la parola BRÖD (brodo) diventa BRÔD!!!

Rispetto alla parlata usata fin dagli inizi del Novecento il dialetto moderno di Voghera, centro principale dell’Oltrepò, si è modifiacato avvicinandosi gradualmente al dialetto pavese il quale ha subito progressivamente gli influssi della vicina Milano e vinendo per essere configurato come dialetto pavese-vogherese.
Uno dei cambiamenti maggiori avvenuti nel vogherese moderno è la perdita della rotacità nella formazione degli articoli determinativi, tratto ancora distintivo invece del vicino dialetto tortonese.


Ed ora vi proponiamo una ricetta tipicaStoccafisso alla marinara
Ingredienti
700gr. di stoccafisso ammollato
4 acciughe sotto sale
1 cucchiaio di pinoli
1 spicchio d’aglio
prezzemolo, olio
1 dado
1/2 bicchiere di vino bianco secco
olive nere

Nel tegame di cottura mettere l’olio e farlo intiepidire, ritirarlo dal fuoco e adagiarvi le acciughe che con la forchetta vanno schiacciate finemente, poi i pinoli pestati nel mortaio, abbondante prezzemolo e aglio tritati, il dado, il vino bianco, olio, un pochino d’acqua e dopo aver mescolato bene il tutto, unire lo stoccafisso a pezzi che in precedenza sarà stato ripulito dalla lisca e dalla pelle, che per toglierla meglio si metterà per alcuni minuti in acqua tiepida.
Infine le olive nere, piccole della Riviera e cuocere a fuoco lento fino a cottura ultimata.

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