Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese, caratteristiche e cenni storici

Il Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Pavia. Si ottiene tradizionalmente dalla vinificazione congiunta dei vitigni Croatina (localmente chiamato anche Bonarda), Barbera, Uva Rara e Ughetta di Canneto, coltivati su versanti ben esposti e spesso molto ripidi, in una ristretta area collinare dell’Oltrepò Pavese orientale, corrispondente al territorio di sette comuni: Canneto Pavese, Castana, Montescano, Cigognola, Pietra de Giorgi, Broni e Stradella. Viene prodotto nelle versioni: fermo (anche a lungo invecchiamento), vivace e frizzante. Già considerato una tipologia della DOC Oltrepò Pavese, con DM 03/08/2010[1] ha ottenuto la qualifica di DOC a sé stante con la denominazione ufficiale di Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese o Buttafuoco.

Cenni storici

Il nome pare derivare dal dialettale “al buta me al fogh”, che significa: “scalda – risveglia come il fuoco”, in relazione al fatto che si tratta di un vino di carattere e corpo. Un’altra spiegazione, più fantasiosa, è connessa anche all’effigie adottata dal Club del Buttafuoco: un ovale chiuso da due nastri rossi, simbolo del torrente Versa e del torrente Scuropasso, i due corsi d’acqua in cui è racchiusa la zona di produzione. L’ovale contiene l’immagine di un veliero con vele infuocate. La spiegazione della presenza del veliero è la seguente. Nella seconda metà dell’ ‘800, racconta la leggenda, la Marina Imperiale austro – ungarica varò una nave a cui fu dato il nome di Buttafuoco in ricordo di una compagnia di marinai dislocati a Stradella per il traghettamento sul fiume Po e occupati a combattere contro l’esercito del Regno di Sardegna in Oltrepò. Più che occuparsi dell’acqua di fiume, i marinai si sarebbero però occupati del vino di cantina, compiendo scorribande tra le botti e le bottiglie del rosso d’Oltrepò. E la bontà del vino rosso Buttafuoco, sempre secondo la leggenda, avrebbe a tal punto mitigato gli animi dei soldati imperiali da renderli facilmente propensi più a operazioni di pace che ad operazioni di guerra contro le truppe piemontesi e la popolazione locale.

Caratteristiche organolettiche

  • colore: rosso rubino vivace con riflessi violacei.
  • odore: buona intensità, penetrante, con una leggera nota di liquirizia, confettura di ribes con sfumature speziate.
  • sapore: corposo, netto, rotondo e robusto.

(Fonte: Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese)

Zone di produzione del vino Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese DOC

In provincia di Pavia, l’intero territorio dei comuni di: Stradella, Broni, Canneto Pavese, Montescano, Castana, Cigognola, Pietra de’ Giorgi.

Vitigni consentiti

Per produrre il vino Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese DOC è consentito l’uso dei seguenti vitigni:
– Croatina e barbera: dal 25% al 65%
– Uva rara, ughetta (vespolina), insieme o separatamente, fino a un massimo del 45%

Norme di produzione

– La produzione massima di uva deve essere di 105 q / ha
– Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 4.000 ceppi per ettaro (3.200 per la croatina)
– Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo deve essere di 11,5 % vol.
– Tutte le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nella zona DOC

Abbinamenti consigliati

Si consiglia l’abbinamento con piatti a base di carne rossa o di cacciagione.

fonte: Wikipedia

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