Broni: il “Re” dei paesi

Broni (Bron in dialetto oltrepadano) è un Comune di circa 10mila abitanti della provincia di Pavia in Lombardia ed è sito nell’Oltrepò Pavese presso lo sbocco della pianura dello Scuropasso ai piedi delle colline che si inerpicano verso Cigognola e Scorzoletta.
Noto agli abitanti della zona con l’appellativo di “Re dei paesi” perchè qui aveva luogo il più importante e rinomato mercato del bestiame di tutta la zona probabilmente sin dal XIX secolo.
Sorta su un’originaria località romana nota con il nome di Cameliomagus , l’odierna Broni sorge probabilmente intorno al Mille come città di relativa importanza dotata di una certa pieve appartenente alla diocesi di Piacenza e sede nel 1047 di un placito presieduto dal giudice imperiale Rainaldo.
Nel 1164 viene citata nel diploma con cui l’imperatore Federico I poneva l’Oltrepò sotto la giurisdizione pavese divenendo sede di una podesteria, oppure squadra, che si estendeva sui territori circostanti nucleo del futuro feudo.
Nel 1249 giunse a Broni, diretto a Santiago de Compostela, il giovane principe San Contardo d’Este: ammalatosi gravemente, morì a Broni ove è tuttora sepolto e dove ben presto anche in seguito ad alcuni prodigi (le campane delle chiese, narra la leggenda, si misero a suonare da sole al momento della sua morte ed intorno al suo corpo si accesero alcune fiammelle splendenti) si creò un’intensa devozione verso la sua figura, divenendo il santo patrono cittadino.
Broni fu uno dei capisaldi della potenza pavese sotto la diretta signoria della potente e locale famiglia dei Beccaria i quali continuarono ad aumentare le terre del locale feudo bronese sotto il loro diretto controllo finendo per inglobare i circostanti borghi di Barbianello, Redavalle, Casanova Lonati, parte di San Cipriano Po e forse alcuni luoghi sulle circostanti colline.
Nel 1415 si giunse alla confisca di metà dei territori del feudo in quanto alcuni membri dei Beccaria si trovarono coinvolti nella congiura contro il Duca di Milano Filippo Maria Visconti e tali territori vennero assegnati al capo della famiglia che rivelò la congiura, tale Giorgio Aicardi.
Nel 1536 alla morte di Pietro Beccaria, ultimo discendete della famiglia, i territori del feudo furono rilevati da PIETRO PAOLO ARRIGONI di Milano che ottenne il titolo di CONTE FEUDATARIO di Broni mantenuto dagli eredi della sua casata fino al 1797 anno in cui si giunse alla definitiva abolizione del feudalesimo.
In questo periodo Broni continuò ad essere un centro importante (agli inizi del XIX secolo contava circa 2700 abitanti) e sotto i Savoia (che avevano annesso l’Oltrepò nel 1743) fu sede di uno dei tre cantoni giudiziari in cui l’Oltrepò fu diviso, insieme a Voghera e Varzi.

panorama di Broni

Nel territorio dell’attuale Comune di Broni esistono alcune località che furono in precedenza già Comuni a loro volta come Cassino Po, Pirocco e Vecovera(comprendente una grande tenuta appartenente alla famiglia Gambarana ed unita come comune a Cassino Po prima di essere assegnata a Broni nel 1869)

Personalità di rilievo legate al Comune bronese sono:

  • il già citato S. Contardo d’Este patrono della città;
  • Caterina Medici, personaggio storico realmente esistita e arsa sul rogo con l’accusa di stregoneria;
  • Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia ed Accademico dei Lincei;
  • Mario Salvaneschi, noto con il soprannome di LASARATT, noto comico ed artista dialettale
  • si dice che sia la città che abbia dato i natali a Giuda coluì che tradì Cristo; narra la leggenda che Giuda, pentitosi del tradimento, corse a suicidarsi. Gesù, avuto compassione del suo gesto, lo fece risuscitare in carne ed ossa a Broni. Gli abitanti del luogo, riconosciutolo, decisero di ucciderlo per punirlo del suo gesto ma lui riuscì a salvarsi perchè guarì le viti dei locali viticoltori dalla malattia che le aveva colpite. Essi allora per ringraziarlo, decisero di dare il suo nome al celebre vino prodotto nella zona.

 

Il Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese è, infatti, un rinomato vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Pavia. Presenta un colore rubino con riflessi violacei, ha un odore fino ed intenso allo stesso tempo con leggeri sentori di confettura oppure di fiori appassiti; possiede un sapore dolce e carezzevole con un buon corpo morbido e d equilibrato.


Per quanto concerne la parte culinaria va citata la Triade dei dolci tipici bronesi:

  1. La Torta San Contardo a base di cioccolato prodotta in città sin dal secolo Ottocento;
  2. La Torta Sarina la quale presenta una base di torta paradiso resa più morbida con l’aggiunta di aromi d’arancio e scorze di agrumi, il tutto ricoperta con mandorle e zucchero a velo;
  3. La Preferita a base di marmellata.

Questi dolci prodotti dalle due storiche e tipiche pasticcerie bronesi, quali L’Indipendenza e la pasticceria fratelli Rovati, presentano queste ricette sottoposte a registrazione con marchio doc!!!!

 

Sangue di Giuda

Fonti per gli articoli: Wikipedia e articoli pubblicati sulla locale “Provincia Pavese”

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