Brallo di Pregola: curiosità, storia e leggenda

Il territorio dell’attuale comune del Brallo di Pregola si trova in quel tratto di Appennino che si usa indicare come “delle quattro province“, luogo d’incontro dei dialetti e delle tradizioni liguri, lombarde, emiliane e piemontesi, ricco di suggestioni e di memorie storiche, alle quali fanno da sfondo scenari naturali di incomparabile, selvatica bellezza.

In tempi antichi questa zona era abitata da quelle fiere tribù di Liguri che gli storici romani chiamavano indomabili, le stesse che fornirono aiuti e guide ad Annibale, durante la seconda guerra Punica. C’è ancora un sentiero sui monti chiamato “La strada di Annibale” e la leggenda narra che gli eserciti cartaginesi erano accampati a Pian dell’Armà , prima della battaglia del Trebbia. In una cartina militare dell’esercito Romano relativa alla IX Regio ed al tracciato della via Aemilia Scaura, è segnalato l’abitato di Precele, l’attuale Pregola, che da sempre domina la Valle Staffora dall’alto dei “sassi neri” dai quali prende il nome; Prea Groa significa, infatti, pietra corba, pietra nera. Sulle rupe di Pregola sorse, durante il Medioevo, il castello dei Marchesi Malaspina, che ressero il territorio in nome degli Imperatori del Sacro Romano Impero, dalla caduta dei Longobardi fino alla Rivoluzione Francese. L’antica fortezza, purtroppo non esiste più, andò distrutta a causa di un incendio, verso la fine del XVII secolo. Al suo posto fu eretta l’attuale casaforte, che sorge nei prati ai limiti del borgo.

La Casaforte dei Malaspina a Pregola

Il territorio appartenne al marchesato dei Malaspina fin dalla concessione imperiale del 1164, nel cui diploma è nominata Petra Groa, cioè l’attuale Pregola. Nelle divisioni del marchesato pervenne (1221) al ramo dello Spino Secco, attestato in val Trebbia, e nelle ulteriori divisioni si definì la linea dei Marchesi di Pregola, il cui territorio, oltre all’attuale comune del Brallo, comprendeva verso sud tutto il versante sinistro della val Trebbia fino nell’attuale provincia di Genova. Era diviso in quattro quartieri, uno dei quali corrispondeva a questo comune. Fin dal XVII secolo il marchesato di Pregola fu oggetto di una violenta contesa diplomatica tra l’Impero, che pretendeva che si trattasse di un feudo imperiale, esente da ogni altra giurisdizione, e il Ducato di Milano (sotto sovranità  spagnola) che lo considerava come gli altri feudi malaspiniani che i Visconti e gli Sforza avevano costretto alla sottomissione. La disputa esplose ancor più violenta quando l’Oltrepò passò ai Savoia: l’Impero inviò persino delle truppe di guarnigione per impedire che il marchesato fosse annesso al Piemonte, e i Savoia dal canto loro esercitarono ogni pressione sui marchesi (minacciando la confisca dei loro beni) se non si fossero sottomessi. La questione fu risolta con l’arrivo di Napoleone, quando tutti i feudi anche imperiali furono incamerati. Il quartiere di Pregola divenne il Comune di Pregola, Nel 1848 come parte della Provincia di Bobbio passa dalla Liguria al Piemonte, nel 1859 entra a far parte della provincia di Pavia e quindi della Lombardia, nel 1923 passa alla provincia di Piacenza e quindi all’Emilia Romagna e poi ritorna nel 1925 alla provincia di Pavia e alla Lombardia.

Successivamente si sviluppò il nuovo centro di Brallo, sul passo omonimo, e il comune nel 1958 prese il nome di Brallo di Pregola che racchiude il nome dell’attuale e dell’antico capoluogo.

 

La Casaforte dei Malaspina a Pregola

 

Fonte: Pro Loco Brallo, sito web http://www.probrallo.net

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